31 B 110 [222-31 St.]. 1-10 HIPPOL. ref. VII 29 p. 214. Tale è la genesi, la distruzione e la costruzione del cosmo, formata dal bene e dal male, quale è teorizzata da Empedocle. E dice inoltre che vi è una triplice potenza intellettuale, che può essere compresa anche da ciò, come egli stesso dice in qualche luogo: «se infatti... destinata». HIPPOL. ref. VII 30 p. 216 [contro Marcione]. Non ti accorgi di aver imparato dalle Purificazioni di Empedocle:58* sciogli le nozze congiunte da Dio, andando dietro alla dottrina di Empedocle... secondo Empedocle, infatti le nozze dividono l'uno e producono il molteplice, come abbiamo dimostrato. 10 HIPPOL. ref. VII 12 p. 138 [dopo B 109]. [Simone] osserva che [Empedocle] riteneva che tutte le parti del fuoco quelle 〈visibili e quelle〉 invisibili avessero eguale intelligenza e conoscenza. SEXT. EMP. adv. math. VIII 286. Ancor più stranamente, Empedocle ritenne che tutte le cose fossero fornite di ragione, non soltanto gli animali ma anche le piante, quando scrive letteralmente così: «tutte le cose... destinata».

Se infatti stai saldamente appoggiato grazie al tuo forte senno
e benevolmente contempli con attenzione non contaminata,
allora tutte queste cose, per tutta la tua vita, ti saranno presenti
e molte altre ancora da queste acquisterai; per sé infatti si accrescono
queste cose secondo il carattere individuale, ove a ciascuno è la sua vera natura,
ma se tu desidererai altre cose, quali sono solite fra gli uomini,
infiniti dolori si presentano, che offuscano il pensiero,
perché esse immediatamente ti abbandoneranno, con il volgere del tempo
desiderose come sono di raggiungere la loro propria origine:
o sappi infatti che tutte le cose hanno conoscenza e la parte destinata di pensiero.

31 B 110 [222-31 St.]. 1-10 HIPPOL. Ref. VII 29 (p. 214 W.) τοιαύτη τις ἡ κατὰ τὸν Ἐμπεδοκλέα ἡμῖν ἡ τοῦ κόσμου γένεσις καὶ φθορὰ καὶ σύστασις ἐξ ἀγαθοῦ καὶ κακοῦ συνεστῶσα φιλοσοφεῖται. εἶναι δέ φησι καὶ νοητὴν τρίτην τινὰ δύναμιν, [I 352. 10] ἣν καὶ ἐκ τούτων ἐπινοεῖσθαι δύνασθαι, λέγων ὧδέ πως˙ 'εἰ γὰρ ... αἶσαν'. . . . HIPPOL. Ref. VII 30 (p. 216) (gegen Marcion) τοὺς Ἐμπεδοκλέους λανθάνεις διδάσκων καθαρμούς ... λύεις τοὺς ὑπὸ τοῦ θεοῦ συνηρμοσμένους γάμους τοῖς Ἐμπεδοκλέους ἀκολουθῶν δόγμασιν, ἵνα σοι φυλαχθῆι τὸ τῆς φιλίας ἔργον ἓν ἀδιαίρετον. διαιρεῖ γὰρ ὁ γάμος κατὰ Ἐμπεδοκλέα τὸ ἓν καὶ ποιεῖ πολλά, καθὼς ἀπεδείξαμεν. [I 352. 15 App.] 10 ebenda HIPPOL. Ref. VI 12 (p. 138) (nach. B 109) πάντα γάρ, φησίν (Simon) , ἐνόμιζε (Empedokles) τὰ μέρη τοῦ πυρὸς τὰ 〈ὁρατὰ καὶ τὰ〉 ἀόρατα φρόνησιν ἔχειν καὶ γνώμην ἴσην (statt νώματος αἶσαν). SEXT. Adv. math. VIII 286 Ἐ. ἔτι παραδοξότερον πάντα ἠξίου λογικὰ τυγχάνειν καὶ οὐ ζῶια μόνον ἀλλὰ καὶ φυτὰ ῥητῶς γράφων 'πάντα ... αἶσαν'.

[v. 1] [I 352. 20 App.] εἰ γάρ κέν σφ' ἀδινῆισιν ὑπὸ πραπίδεσσιν ἐρείσας
εὐμενέως καθαρῆισιν ἐποπτεύσηις μελέτηισιν,
ταῦτά τέ σοι μάλα πάντα δι' αἰῶνος παρέσονται,
ἄλλα τε πόλλ' ἀπὸ τῶνδ' ἐκτήσεαι˙ αὐτὰ γὰρ αὔξει
[v. 5] ταῦτ' εἰς ἦθος ἕκαστον, ὅπη φύσις ἐστὶν ἑκάστωι.
[I 353. 1 App.] εἰ δὲ σύ γ' ἀλλοίων ἐπορέξεαι, οἷα κατ' ἄνδρας
μυρία δειλὰ πέλονται ἅ τ' ἀμβλύνουσι μερίμνας,
ἦ σ' ἄφαρ ἐκλείψουσι περιπλομένοιο χρόνοιο
σφῶν αὐτῶν ποθέοντα φίλην ἐπὶ γένναν ἱκέσθαι˙
[v. 10] [I 353. 5 App.] πάντα γὰρ ἴσθι φρόνησιν ἔχειν καὶ νώματος αἶσαν.