31 B 62 [248-55 K., 262-9 St.]. 1-8 SIMPLIC. phys. 381, 29. Empedocle nel secondo libro della sua opera Sulla natura prima dell'articolazione dei corpi maschili e femminili, dice:

Ora, orsù, da ciò ascolta come di uomini e di donne dalle molte lacrime
notturni germogli fece spuntare il fuoco separandosi;
non è infatti un discorso inutile né sciocco.
Dapprima infatti integri tipi, fatti di terra, spuntarono,
ed avevano giusta parte di entrambi gli elementi, di acqua e di calore ed essi il fuoco spingeva, volendo raggiungere il simile;
né ancora lasciavano apparire l'amabile superficie delle membra
né voce né l'organo sessuale, che è usuale nell'uomo.

A queste affermazioni di Empedocle Aristotele aggiunge che Empedocle verisimilmente asserisce che lo sperma si genera prima degli esseri viventi; infatti l'espressione «dapprima integro» da lui adoperata indicava appunto lo sperma «che non ancora lascia apparire l'amabile superficie delle membra». Ma se questa espressione indicava lo sperma, mi sembra che stranamente gli convenga il termine «integro». Integro infatti è propriamente ciò che interamente è ciò che esso è, senza che in esso sia ancora comparsa la distinzione [cfr. PHILOP. phys. 319, 29]. 3 ARISTOT. phys. B 8. 199 b 7. E inoltre è necessario che si generi prima lo sperma e non subito gli esseri viventi e lo sperma era il «dapprima integro». Inoltre anche nelle piante è presente la causa finale, ma è meno articolata. Forse dunque anche nelle piante si produssero, analogamente alle «stirpi bovine con volti umani» [B 61, 2], «stirpi di viti con aspetto di olivo», oppure no? Certo sarebbe strano, eppure dovrebbero essersi prodotte, se si sono prodotte negli animali [cfr. A 72. 77].

31 B 62 [248-55 K., 262-9 St.]. 1-8 SIMPL. Phys. 381, 29 [I 335. 1 App.] εἰπόντος δὲ τοῦ Ἐμπεδοκλέους ἐν τῶι δευτέρωι τῶν Φυσικῶν πρὸ τῆς τῶν ἀνδρείων καὶ γυναικείων σωμάτων διαρθρώσεως ταυτὶ τὰ ἔπη˙

[v.1] νῦν δ' ἄγ', ὅπως ἀνδρῶν τε πολυκλαύτων τε γυναικῶν
[I 335. 5 App.] ἐννυχίους ὅρπηκας ἀνήγαγε κρινόμενον πῦρ,
τῶνδε κλύ'˙ οὐ γὰρ μῦθος ἀπόσκοπος οὐδ' ἀδαήμων.
οὐλοφυεῖς μὲν πρῶτα τύποι χθονὸς ἐξανέτελλον,
[v.5] ἀμφοτέρων ὕδατός τε καὶ εἴδεος αἶσαν ἔχοντες˙
τοὺς μὲν πῦρ ἀνέπεμπε θέλον πρὸς ὁμοῖον ἱκέσθαι,
[I 335. 10 App.] οὔτε τί πω μελέων ἐρατὸν δέμας ἐμφαίνοντας
οὔτ' ἐνοπὴν οἷόν τ' ἐπιχώριον ἀνδράσι γυῖον.

ταῦτα οὖν εἰπόντος τοῦ Ἐμπεδοκλέους ἐφίστησιν (Arist.), ὅτι καὶ αὐτὸς (Emp.) ὡς ἔοικε σπέρμα πρὸ τῶν ζώιων γεγονέναι φησί. καὶ τὸ 'οὐλοφυὲς μὲν πρῶτα' παρ' αὐτοῦ εἰρημένον σπέρμα ἦν οὔπω μελέων ἐρατὸν δέμας ἐμφαῖνον ...[I 335. 15 App.] εἰ δὲ τὸ σπέρμα ἦν, θαυμαστῶς μοι δοκεῖ τὸ 'οὐλοφυὲς' αὐτῶι ἐπιπρέπειν. οὐλοφυὲς γὰρ ἐκεῖνο κυρίως ἐστίν, ὃ καθ' ὅλον ἑαυτὸ πᾶν ἐστιν, ὅπερ οὖν ἐστι, μήπω γενομένης ἐν αὐτῶι διακρίσεως [vgl. PHILOP. zu Ar. a. O. 319, 29]. 3 ARISTOT. Phys. B 8. 199 b 7 ἔτι ἀνάγκη σπέρμα γενέσθαι πρῶτον, ἀλλὰ μὴ εὐθὺς τὰ ζῶια καὶ τὸ 'οὐλοφυὲς μὲν πρῶτα' σπέρμα ἦν. ἔτι καὶ ἐν [I 335. 20] τοῖς φυτοῖς ἔνεστι τὸ ἕνεκά του, ἧττον δὲ διήρθρωται. πότερον οὖν καὶ ἐν τοῖς φυτοῖς ἐγίνετο ὥσπερ τὰ 'βουγενῆ ἀνδρόπρωιρα' [B 61, 2] οὕτω καὶ 'ἀμπελογενῆ ἐλαιόπρωιρα' ἢ οὔ; ἄτοπον γάρ. ἀλλὰ μὴν ἔδει γε, εἴπερ καὶ ἐν τοῖς ζώιοις. Vgl. A 72. 77.