31 B 2 [32-40 K., 2-10 St.]. SEXT. EMP. adv. math. VII 122-4. Vi sono altri che dicono, sulla base di Empedocle, che criterio di verità non sono le sensazioni, ma la retta ragione, e di questa retta ragione parte è divina, parte umana; delle quali, quella divina è incomunicabile, quella umana comunicabile. Sul non essere le sensazioni un punto di distinzione del vero, egli dice così « ... » [vv. 1-8], riguardo all'essere non del tutto incomprensibile la verità, ma bensì comprensibile fin dove giunge la ragione umana, dice chiaramente aggiungendo a quando detto prima: « ... » [vv. 8-10].

Deboli poteri infatti son diffusi per le membra;
molti mali repentini, che ottundono i pensieri.
Scorgendo una misera parte della vita nella loro vita
di breve destino, come fumo sollevandosi si dileguano,
questo solo credendo, in cui ciascuno si imbatte
per tutto sospinti, si vantano di scoprire il tutto;
così queste cose non sono vedute né udite dagli uomini
né abbracciate con la mente. Tu dunque, essendoti qui straniato,
non saprai di più di ciò a cui si solleva la mente umana.

31 B 2 [32-40 K., 2-10 St.]. SEXT. VII 122-4 ἄλλοι δὲ ἦσαν οἱ λέγοντες κατὰ τὸν Ἐμπεδοκλέα κριτήριον εἶναι τῆς ἀληθείας οὐ τὰς αἰσθήσεις, ἀλλὰ τὸν ὀρθὸν λόγον, τοῦ δὲ ὀρθοῦ λόγου τὸν μέν τινα θεῖον ὑπάρχειν τὸν δὲ ἀνθρώπινον. ὧν τὸν μὲν θεῖον ἀνέξοιστον εἶναι, τὸν δὲ ἀνθρώπινον ἐξοιστόν. λέγει δὲ περὶ μὲν [I 308. 25 App.] τοῦ μὴ ἐν ταῖς αἰσθήσεσι τὴν κρίσιν τἀληθοῦς ὑπάρχειν οὕτως˙ 'στεινωποὶ ... περιληπτά' [1-8], περὶ δὲ τοῦ μὴ εἰς τὸ παντελὲς ἄληπτον εἶναι τὴν ἀλήθειαν, ἀλλ' ἐφ' ὅσον ἱκνεῖται ὁ ἀνθρώπινος λόγος ληπτὴν ὑπάρχειν, διασαφεῖ τοῖς προκειμένοις ἐπιφέρων 'σὺ δ' οὖν ... ὄρωρεν' [8-9].

[v.1] στεινωποὶ μὲν γὰρ παλάμαι κατὰ γυῖα κέχυνται˙
[I 309. 1 App.] πολλὰ δὲ δείλ' ἔμπαια, τά τ' ἀμβλύνουσι μέριμνας.
παῦρον δ' ἐν ζωῆισι βίου μέρος ἀθρήσαντες
ὠκύμοροι καπνοῖο δίκην ἀρθέντες ἀπέπταν
[v.5] αὐτὸ μόνον πεισθέντες, ὅτωι προσέκυρσεν ἕκαστος
[I 309. 5 App.] πάντοσ' ἐλαυνόμενοι, τὸ δ' ὅλονπᾶςεὔχεται εὑρεῖν˙
οὕτως οὔτ' ἐπιδερκτὰ τάδ' ἀνδράσιν οὔτ' ἐπακουστά
οὔτε νόωι περιληπτά. σὺ δ' οὖν, ἐπεὶ ὧδ' ἐλιάσθης,
πεύσεαι οὐ πλέον ἠὲ βροτείη μῆτις ὄρωρεν.